domenica 9 ottobre 2011

I risultati del concorso

1°  L'OMBRA DEL PADRE di Danila Rosetti
2°  COMPARSE DEL CINEMA MUTO di Mauro Barbetti
3°  SUONALA ANCORA SAM di Daniele Rossi
3°  AMARCORD di Antonella Riccardi

Ringraziamo tutti i partecipanti nella speranza di una futura edizione.
Ricordiamo che è disponibile la pubblicazione delle 33 poesie finaliste.
Chi desidera ricevere una copia, è pregato di segnalare il recapito, inviando una e-mail a:
info@sedicicorto.it. Per ragioni organizzative e di spedizione, si prega d'inotrare la richiesta
entro il 31-10-2011, in modo da predisporre una spedizione unica.
Grazie ancora per la vostra collaborazione.
Arrivederci al prossimo anno.

martedì 19 luglio 2011

138 - Asa Nisi Masa (“8½“ di Federico Fellini )

il bianco diffuso di otto e mezzo
bagnava di luce ogni attore
e quella era la luce del sogno
perché dovrei esser felice?
il mio compito non è questo
chi m'ha detto che devo esser felice?
- io non ho la faccia da buono
come guido anselmi
ma forse ho la stessa espressione blasé
e la sua stessa inaudita sincerità
che nessuno può portarmi via
sono sicuro che un giorno incontrerò
la mia claudia
e lei mi renderà umile
capirò di nuovo che le persone
sono come me umane
io so voler bene
io so voler bene
io so voler bene

137 - In morte di Ingmar Bergman

alle menti
di genti moderne
questo cibo
[ forse saprei offrire ]
ogni film è
il mio ultimo
film
si agita mentre
parla il suo inverno
che dice sottile
ci credo
come il teatrino
a cui assisto intento
da bambino melanconico
se ti dice che è un gioco
non ti spaventare
guarda
puoi spengere
la luce dannata

lunedì 18 luglio 2011

136 - Guardami negli occhi ( Vi presento Joe Black)

Guardami negli occhi
tu,
morte dagli occhi vitrei,
sei venuta a prendermi.
Ti sento.
Tu che non hai corpo
né tempo
hai bussato.
Entra.
Cosa aspetti ?
Ora so.
Ma, ti prego,
aspetta l'ora
che mi trovi pronto.
Ecco, non temo più.
Possiamo andare,
se vuoi,
è il momento
di passare la soglia.
Creatura anche tu...

135 - Il corpo, la tela (VICKY, CRISTINA, BARCELONA, USA,Spagna 2008)

Dipingo la tela col corpo
bagnato di terra e di sangue.
Mi giro, poi striscio
al ritmo del tempo.
Tu bionda
io mora
lei rossa
lui maschio.
Il mio uomo
che dona la vita
e striscia la tela.
Dipingo col corpo
e faccio l'amore
col tempo
e i colori.
E' maschio
il mio uomo
è il tempo che vibra
e risuona.
Tu bionda
io mora
lei, rossa.
Lui maschio.
La tela che vibra......
(Maria Elena)

134 - Dracula 2°

Egli posa sul petto di chi dorme come una farfalla
e ha il cuore rotto da un volto
testimoniato da raggi di stelle.
Il suo sguardo è una zolla di cenere – dove posava
bruciava i raccolti. Messo al morto un mattone sotto il mento
rilasciava un freschissimo sangue
dalle ferite, il caldo frutto
della digestione batterica.
Portate legna, tagliate la sua testa, voglio che smetta
di sorridermi dal bianco borgo della notte
perché io lasci la veste da notte nella sua ombra.
Posate la greca di una pietra grezza
sul cereo silenzio del suo petto
abbandonato, spargete rose
sul rogo del suo cuore
accucciato sul lato del mio letto
come una malattia della canicola.
Io pronuncio il tuo nome dall'alto
della picca di un campanile affinché tu ti arrampichi
lentamente, trascini in alto i segni della terra e sulla terra
cada. Io muovo
mani nell'acqua affinché il fiume freddo del tuo cuore si disperda
come una bianca fuga di animali tra le strisce dell'erba
affinché il bianco rogo del tuo cuore
non dissecchi il mio cuore – affinché non t'invochi.

133 - Dracula 1°

Coltivazioni di cereali nei feudi, mura
con castoni di ossa di operai
e guarnigioni in cavitate pectoris: invenzione
del ferro e sue conseguenze nel comportamento
del demone serale. Volti
fermentati per uso liturgico. A causa
di porfiria si ritraeva la lingua nelle cavità molli e l’occhio
semichiuso era trattato in ossido di cromo e sale.
Due pallide creature luminose in una notte senza luna vennero condotte
a morte totale per mezzo
di un paletto di frassino.
Riempi loro la bocca
con morsi di pesca e con semi
e nel cielo una fuga corporea di campane di bronzo.

Verrò nella tua casa guidato dagli stormi
affinché la tua ombra sia sfiorata
dal battito di un'ala, non dall'acciaio freddo
del fiume che ogni notte mi attraversa.