mercoledì 8 giugno 2011

062 - I sogni dentro il cinema

Passando abbiamo visto uno spezzone
di storia senza inizio e senza fine.
Ci siamo affezionati ad una scena,
una parte, un motivo musicale.
E non sapremo mai come finisca
né da cosa sia nata. Perché quando
siamo arrivati al cinema la sala
era già piena e il film era iniziato.
Fermi in un'epoca hollywoodiana
che ha consacrato le nostre passioni,
le ha inventate e ci ha fatto prigionieri
di spezzoni sognati in bianco e nero,
tutto il resto è insensato. Provvisorio.
Non c'è soggetto né sceneggiatura.
Solo la nostra voglia di sognare
interrotta da mille accadimenti
che poi non sono nulla ma ci fanno
disciogliere nei nostri desideri.
I nostri incantamenti. i nostri amori
profumati di miele e di lavanda.
Cinema: la Magnani e Jean Harlow
furono e sono i nostri pupazzetti
ul ripiano della felicità.
I nostri segnaposto nella vita

061 - Cinema, sogni, amore

Ieri pioveva. Ci siamo incontrati,
orfani di Gene Kelly e di John Hall,
all'angolo di quella stradicciuola
dove ci siamo dati un primo bacio
e che probabilmente non c'è più.
E abbiamo scritto un nuovo inesplorato
racconto di emozioni e di sentimento.
Perchè sotto una pioggia di memorie
e delusioni e sogni morti poi
pur di sentirci vivi ci si inventa
l'incontro con qualcosa o con qualcuno
ogni frattempo con dolce agonia..
E poi ci aiuta il cinema da quando
i signori Lumiere colo loro mite
trafficare fra i sensi ci hanno dato
Il favoliere magico con tutti
i sogni che ci sono necessari.
Forse l'amore è solo il bigliettino
che la persona della sedia accanto
ci abbandona con finta distrazione,
complice il buio, nel cavo della mano

060 - Donna d'oriente (The Millionaire di Danny Boyle)

Tintinnano campanellini
caviglie di giovane donna
fruscio di gonna
scalza a danzare
musica d’oriente l’accompagna
armonica e sensuale
veli trasparenti l’adornano
ha lo sguardo
che ammalia
merce dei rapitori di anime
infanzia dei giochi negata
un appiglio nei ricordi
che tornano
respinge il fato deviato
ribelle agli sguardi
che bramano
Jamil ha vinto
segue l’amore rubato
Latika riprende la via
libera di vivere
ancora la vita

martedì 7 giugno 2011

059 - Cinema d'essai

Terzo giorno d'aprile
Oggi inizia primavera
Me lo dice quel che resta di un sogno
Primo tempo:
c'è un fiore sullo schermo chissà come attecchito
Lo colgo, te lo dono, l'annusi, mi sorridi
poi scompari
Dissolvenze in bianco e nero
Didascalie senza parole
nel mio vecchio cinema d'essai
Fine primo tempo:
in attesa che l'inedia dirami l'infiorescenza dei ricordi
esco fuori
e mi siedo sul prato avvizzito
del tempo che non vivo
Secondo tempo:
scorre la mia vita in pochi istanti
si arresta la pellicola in certi punti
Correggo gli errori
col fiele dei disinganni
Il fascio di luce del proiettore
ridesta ataviche istanze col suo tepore
Chi sono stato finora?
Dove sarà l'unico amor vero che ho avuto
e quelli di un'ora?
S'illumina la sala
mentre scorrono lenti i titoli di coda.

lunedì 6 giugno 2011

058 - Lettera incompiuta (dedica a Massimo Troisi)

La poesia è di chi la usa…
la poesia abita
in riccioli ribelli
è costretta ad emigrare
per non morire di solitudine
E tu che poeta
eri dentro e saltimbanco fuori
ci hai lasciato
l'ultima lettera incompiuta
col soriiso triste
all'angolo della bocca
e una dedica muta
per non lasciarsi dimenticare
e noi che siamo rimasti
orfani dei tuoi sensi
ti rivediamo ancora
disincantato come allora
a crecare il senso di questa vita
disperso tra i vicoli
di una città che si ostina
a vivere, nonostante tutto...
una città che di te mantiene
una sorta d'immortalità.

057 - emozioni in bianco e nero

Scorreva il mondo
in bianco e nero
saltellava il pianoforte
dietro le pazze corse
di banditi dai baffi neri
Si respirava nell'aria
il profumo della festa
una magia discreta
ad ogni giro di manovella
la trepidazione di sapere
se l'eroina si salverà
La pellicola faceva nascere i sogni
e come loro si spezzava...
ci si tuffava il sabato sera
in un altro universo
in bianco e nero
eppur cangiante d'emozioni multicolori
Cosa ci rimane
di quelle risate a cuore aperto...
una vaga nostalgia
di cose semplici
di torte in faccia
inseguimenti mozzafiato
e il presentimento
che stia finendo
l'età dell'innocenza.

056 - Una luce (Silenzio, inizia lo spettacolo)

Occhi quasi di bimbo
sono quelli che fissi la guardano:
è solo una scia,
ma di una magica luce
che illumina la stanza ormai tutta nera,
ricolma di uomini e donne,
avvocati e baristi, dottori e operai,
un piccolo mondo in attesa solo di quanto presto vedrà.
Ma ora si allarga,
sempre di più,
fino a sparire
nel momento in cui incrocia,
come d’incanto,
il telo grande e bianco
e il sogno diventa realtà.

Ecco è lo schermo
che dunque s’accende:
la forza di mille storie e di tante emozioni
è pronta a riempire gli occhi di quei cento volti,
tutti fermi coi nasi all’insù
in attesa che, anche stasera,
sia soddisfatta ogni loro curiosità.
Silenzio, inizia lo spettacolo!