Vorrei inestarmi con il frutto dell'ardore, cossichè da ammainare da me ogni
forma di disamore
estirpare da me ogni male, carpirne le radici e del peccato i vizi.
Usurpare qualsiasi mancanza e conquistare della pace, l'alleanza.
Abolire ogni forma di incoretezza per piacere a te
assaporare le vie della freschezza.
Sacrificare la mia vita per arrivare al giorno in cui dovrò affrontare una
sfida.
Se il peccato depenno il male cancello, ma se mi smarisco da te fammi
ritornare.
Sono sbarcata da questa nave dove brutto era il mare,
per approdare fino a te e nel tuo riparo per sempre stare.
Suipererò questa grata arriverò di fronte ad una grossa muraglia
l'ha scalerò con un pò di fatica
per godere insieme a te questa grande meraviglia
L'eterna Vita.
domenica 3 aprile 2011
008-Sguardo sinistro
Ti regalo uno sguardo sinistro,
svilendo la scelleratezza, ma accentuando l’esecro per l’indifferenza.
Sprezzi il corpo, chinandoti alla eterea natura.
Bistratti erotismo e passione, per un mellifluo romanticismo devastante.
Annichilisco. Duramente.
Distruggente come una tempesta o una vampa, ormai travalicante,
nella solitudine di una stanza fosca e plumbea,
ghermisco la mia carnalità,
effondendo un intimo urlo.
Impietoso. Feroce. Diffamante.
Rabbiosamente, in preda al turbamento,
piroetto lo sguardo, credendo di trovarti alle mie spalle.
Sregolato… Sfrenato…Incontrollato!
Gemo afflizioni amare, nello scorgere il nulla.
Neanche un abbraccio abietto o una lusinga funesta,
una leziosaggine lussuriosa o un impudica carezza.
Delusa, inizio la mattanza, adagio,
mentre tu, ignaro,
continui a deturparmi.
Nel tornado onirico, intorbidato dalla notturna caligine…
...affrancata e vitale,
impavida e spregiudicata,
ti dilanio,
tralasciando pietà e misericordia,
lacerandoti senza benevolenza, senza comprensione,
senza tenerezza, senza amore.
svilendo la scelleratezza, ma accentuando l’esecro per l’indifferenza.
Sprezzi il corpo, chinandoti alla eterea natura.
Bistratti erotismo e passione, per un mellifluo romanticismo devastante.
Annichilisco. Duramente.
Distruggente come una tempesta o una vampa, ormai travalicante,
nella solitudine di una stanza fosca e plumbea,
ghermisco la mia carnalità,
effondendo un intimo urlo.
Impietoso. Feroce. Diffamante.
Rabbiosamente, in preda al turbamento,
piroetto lo sguardo, credendo di trovarti alle mie spalle.
Sregolato… Sfrenato…Incontrollato!
Gemo afflizioni amare, nello scorgere il nulla.
Neanche un abbraccio abietto o una lusinga funesta,
una leziosaggine lussuriosa o un impudica carezza.
Delusa, inizio la mattanza, adagio,
mentre tu, ignaro,
continui a deturparmi.
Nel tornado onirico, intorbidato dalla notturna caligine…
...affrancata e vitale,
impavida e spregiudicata,
ti dilanio,
tralasciando pietà e misericordia,
lacerandoti senza benevolenza, senza comprensione,
senza tenerezza, senza amore.
007-Controvento
Controvento va… la barca della mia vita errante.
Paonazzo è il viso, nello scorgere scelleratezze e vituperi,
perversioni e corruzioni,
lungo il sentiero greve,
percorso con ansia sfregiante.
Si risucchia un’ irrespirabile effluvio di sangue e spogli corpi senza vita,
dove la ragione, avulsa, a fatica resiste a tale deliro.
Un ginepraio di sconcerti, conducono a raccapriccianti intuizioni.
Cerco di svincolarmi a fatica, dalle braccia della morte,
che afferra con veemenza,
senza darmi tregua,
senza concedermi un armistizio.
Sbarro gli occhi.
Mi trovo intrisa di sudore.
Odora di tremiti paurosi,
e incubi raggelanti.
Sgomento che, solo il pensiero del trapasso produce.
Rimango immobile, attaccata morbosamente a questa vaga esistenza.
Effondo un urlo opaco,
ed una lacrima bruciante,
sfigura il volto colmo d’amarezza.
Guardo la mia immagine riflessa,
e lentamente svanisce, insieme ai ricordi.
Si disgrega, come le sembianza di tutti noi,
congiunti da un amaro destino,
da un medesimo prospetto,
in cui siamo solo deboli menti peregrine.
Paonazzo è il viso, nello scorgere scelleratezze e vituperi,
perversioni e corruzioni,
lungo il sentiero greve,
percorso con ansia sfregiante.
Si risucchia un’ irrespirabile effluvio di sangue e spogli corpi senza vita,
dove la ragione, avulsa, a fatica resiste a tale deliro.
Un ginepraio di sconcerti, conducono a raccapriccianti intuizioni.
Cerco di svincolarmi a fatica, dalle braccia della morte,
che afferra con veemenza,
senza darmi tregua,
senza concedermi un armistizio.
Sbarro gli occhi.
Mi trovo intrisa di sudore.
Odora di tremiti paurosi,
e incubi raggelanti.
Sgomento che, solo il pensiero del trapasso produce.
Rimango immobile, attaccata morbosamente a questa vaga esistenza.
Effondo un urlo opaco,
ed una lacrima bruciante,
sfigura il volto colmo d’amarezza.
Guardo la mia immagine riflessa,
e lentamente svanisce, insieme ai ricordi.
Si disgrega, come le sembianza di tutti noi,
congiunti da un amaro destino,
da un medesimo prospetto,
in cui siamo solo deboli menti peregrine.
006-Cercherai di me
Quando cercherai di me,
nelle orme impresse sulla sabbia
dove l’acqua cancella i nostri passi
verso rive lontane.
Quando cercherai in me
lo sguardo della notte
chiuso dentro occhi tristi
perdersi nell’infinito.
Quando cercherai di me
l’abbraccio prima di lasciare il vuoto,
le frasi sussurrate piano sulle labbra,
l’ultimo bacio prima di andare via.
Quando cercherai in me,
di capire cosa l’anima nasconde,
velata dalla solitudine
somigliare alla tua
fermandoti a ricordare.
Quando cercherai di me,
cercami nelle parole che non ti ho detto,
in ogni sguardo acceso di amore dolente,
nelle orme lasciate
da chi non vuole cancellare i suoi passi
verso il mare.
Cercami dentro di te,
perché è lì che voglio restare.
nelle orme impresse sulla sabbia
dove l’acqua cancella i nostri passi
verso rive lontane.
Quando cercherai in me
lo sguardo della notte
chiuso dentro occhi tristi
perdersi nell’infinito.
Quando cercherai di me
l’abbraccio prima di lasciare il vuoto,
le frasi sussurrate piano sulle labbra,
l’ultimo bacio prima di andare via.
Quando cercherai in me,
di capire cosa l’anima nasconde,
velata dalla solitudine
somigliare alla tua
fermandoti a ricordare.
Quando cercherai di me,
cercami nelle parole che non ti ho detto,
in ogni sguardo acceso di amore dolente,
nelle orme lasciate
da chi non vuole cancellare i suoi passi
verso il mare.
Cercami dentro di te,
perché è lì che voglio restare.
005-Il poeta notturno
Il poeta notturno
rifugiato fra i suoi sentimenti
con un foglio per amico
e l’inchiostro che scorre nelle vene,
con le dita macchiate di quel sangue
per cui vive e muore
ogni volta che apre il cuore.
Avvelena parole
su di una bianca tela immacolata.
Emozioni rovesciate:
cascate che scorrono imperterrite,
al freddo inverno
e coltre di neve.
Non si scaldano al tiepido sole
di una finestra
né respirano profumi primaverili.
Piogge scendono sul suo cuore
imprigionato alla croce dei suoi vizi;
“Poeta maledetto
non temi di infettare pagine di vita
e sogni nascosti,
a te è proibito essere libero
se non fra i tuoi fogli
per imprigionare almeno una volta
la disperazione”.
rifugiato fra i suoi sentimenti
con un foglio per amico
e l’inchiostro che scorre nelle vene,
con le dita macchiate di quel sangue
per cui vive e muore
ogni volta che apre il cuore.
Avvelena parole
su di una bianca tela immacolata.
Emozioni rovesciate:
cascate che scorrono imperterrite,
al freddo inverno
e coltre di neve.
Non si scaldano al tiepido sole
di una finestra
né respirano profumi primaverili.
Piogge scendono sul suo cuore
imprigionato alla croce dei suoi vizi;
“Poeta maledetto
non temi di infettare pagine di vita
e sogni nascosti,
a te è proibito essere libero
se non fra i tuoi fogli
per imprigionare almeno una volta
la disperazione”.
004-Sapremo
Atto secondo,
scena terza,
quadro primo:
sono io
che ti bacio,
sono io che ti carezzo.
Nel terzo atto,
nella prima scena,
sapremo, infine
che fine ha fatto
il nostro amore.
scena terza,
quadro primo:
sono io
che ti bacio,
sono io che ti carezzo.
Nel terzo atto,
nella prima scena,
sapremo, infine
che fine ha fatto
il nostro amore.
003-Corto
Il tempo passava
e noi dentro
era inverno.
Nell’occhio
della telecamera
i nostri sogni
correvano veloci,
come il volo
di una farfalla.
e noi dentro
era inverno.
Nell’occhio
della telecamera
i nostri sogni
correvano veloci,
come il volo
di una farfalla.
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