Con grazia inusitata
nel giardino delle meraviglie
lussureggiante alcova
di Capri a metà secolo
eleganti mani svedesi e inglesi
la falda del cappello
trattengono leggiadre;
ed è charme ed è chic
nel ciak che immortala
gonne svolazzanti
e gambe di gazzelle
attrici spensierate e in erba
consacrano l’incanto
in pellicole note in tutto
il mondo e coppe di champagne
suggeriscono parole, di spume
che regalano brio a colonne sonore
tutte un brusio, di foglie
che sfiorano il vento.
Delicato afflato musica
il respiro profumato
di boccioli di rosa,
ripresi al mattino.
lunedì 18 luglio 2011
120 - Ai bagni delle regina Giovanna
Galeotto fu l’incontro
fra Vittorio e Sofia
ai Bagni della Regina Giovanna,
dei due grandi attori
sente ancora i passi la roccia,
salutata all’alba
dai ruggenti fini di lui
vuole impalmare con grazia, eleganza
i misteri profondi di lei.
Un crescendo fremente, bollente
uguale da sempre.
E sussulta la barca di legno
sulle onde che respirano piano,
non fanno rumore
alle prime luci dell’alba
canta solo il profumo del mare
che dolci parole sussurra a Sofia
ninna nanna infinita per lei,
elegante creatura, vivace sorride
e leggiadra plana dolce sull’acqua.
fra Vittorio e Sofia
ai Bagni della Regina Giovanna,
dei due grandi attori
sente ancora i passi la roccia,
salutata all’alba
dai ruggenti fini di lui
vuole impalmare con grazia, eleganza
i misteri profondi di lei.
Un crescendo fremente, bollente
uguale da sempre.
E sussulta la barca di legno
sulle onde che respirano piano,
non fanno rumore
alle prime luci dell’alba
canta solo il profumo del mare
che dolci parole sussurra a Sofia
ninna nanna infinita per lei,
elegante creatura, vivace sorride
e leggiadra plana dolce sull’acqua.
119 - Notturno armonico
Le note mi volano intorno
Restano sospese per un po’ nell'aria
Si lasciano osservare
Si lasciano ascoltare
Ce n'è qualcuna che si òascia toccare
Si lascia accarezzarea
Poi vanno via
Vanno tutte via
Qualcuna resta qui
Si posa sulle mani
E spera un giorno di tornare nell'aria
Restano sospese per un po’ nell'aria
Si lasciano osservare
Si lasciano ascoltare
Ce n'è qualcuna che si òascia toccare
Si lascia accarezzarea
Poi vanno via
Vanno tutte via
Qualcuna resta qui
Si posa sulle mani
E spera un giorno di tornare nell'aria
118 - rimembranza
Soave rimenbranza!
Mi sembra di vederti spuntar le ali
quando "girasti" per la tua città" Folla d'Autore "
esprimendo i caldi affetti del tuo cuore
verso questa terra d'incanto che ti ha dato i natali.
Fanciullo riflessivo e osservatore tra i luoghi ti aggirasti
e agli occhi tuoi apparve tra il sussurrar del vento,
della bianca rugiada e dell'immensità del mare la città sonante
e nell'aria e nel tuo cuore un canto nacque
per ricordar la materna patria e i segni che lasciò nella tua mente.
Ciak! Si gira....
Salerno tra monti e mare, tra i rosei tramonti e giorni chiari
un paesaggio di verde variegato che s'intona col celeste cielo
un mare azzurro solcato da candide vele...
e da onde che l'accarezzano intonando melodie dolci e sognanti
...mentre l'addormentato Castello la domina dall'alto.
Uno sguardo intorno desti, il lungomare, il grido di un gabbiano,,
i giardini al chiaro di luna, l'odor di mare, i magici raggi del sole,
tra gli scogli le onde impetuose, il Corso principale, strade, viuzze,
negozi vari e il maestoso palazzo di giustizia che presto
cambierà ubicazione, e tra lo scorrere lento del fiume Irno
lieto ti apparve alto il FARO che aspetta "IL TRASLOCO",
la giustizia tra il vecchio e il nuovo tribunale.
All'improvviso un raggio brilla e nei tuoi occhi e
nell'occhio del tuo obiettivo mirar si può lo spazio infinito
la terra, il cielo, il mare, l'erbetta e i fiori circondati da un alone,
dall'alone dei sogni e dell'amore, di un avvenire d'incanti e di sorrisi,
di giustizia e di tanta verità...di un orizzonte libero.
Mi sembra di vederti spuntar le ali
quando "girasti" per la tua città" Folla d'Autore "
esprimendo i caldi affetti del tuo cuore
verso questa terra d'incanto che ti ha dato i natali.
Fanciullo riflessivo e osservatore tra i luoghi ti aggirasti
e agli occhi tuoi apparve tra il sussurrar del vento,
della bianca rugiada e dell'immensità del mare la città sonante
e nell'aria e nel tuo cuore un canto nacque
per ricordar la materna patria e i segni che lasciò nella tua mente.
Ciak! Si gira....
Salerno tra monti e mare, tra i rosei tramonti e giorni chiari
un paesaggio di verde variegato che s'intona col celeste cielo
un mare azzurro solcato da candide vele...
e da onde che l'accarezzano intonando melodie dolci e sognanti
...mentre l'addormentato Castello la domina dall'alto.
Uno sguardo intorno desti, il lungomare, il grido di un gabbiano,,
i giardini al chiaro di luna, l'odor di mare, i magici raggi del sole,
tra gli scogli le onde impetuose, il Corso principale, strade, viuzze,
negozi vari e il maestoso palazzo di giustizia che presto
cambierà ubicazione, e tra lo scorrere lento del fiume Irno
lieto ti apparve alto il FARO che aspetta "IL TRASLOCO",
la giustizia tra il vecchio e il nuovo tribunale.
All'improvviso un raggio brilla e nei tuoi occhi e
nell'occhio del tuo obiettivo mirar si può lo spazio infinito
la terra, il cielo, il mare, l'erbetta e i fiori circondati da un alone,
dall'alone dei sogni e dell'amore, di un avvenire d'incanti e di sorrisi,
di giustizia e di tanta verità...di un orizzonte libero.
117 - Le storie vere: Mate Y Moneda e la minaccia
A noi avvolti dalle ombre terrene
ci porti come un sogno in storie vere
in vite autentiche di italiani che vivono lontano
in Argentina e in Venezuela, che di anni e
di pensieri gravati sono per le alterne sorti,
di gente umile, laboriosa, attenta e stanca
con la loro anima colorita ogni giorno più fiorita
di gioie, dolori, compassione e solidarietà,
di volti, di dolci fantasmi del passato, di parole
e tanti frammenti di ricordi, di una nave ferma nel porto
e con un gran desiderio di librare un volo.
Avanzi tu, da autentico italiano, tra cittadini e applausi,
illuminando le menti e aprendo i cuori
trasmettendo messaggi di persone vere,
luoghi, situazioni e gli infiniti affanni
che scintillano di emozioni e sogni.
Con ansia nel cuore e a volte con tormento narri
le strade, le chiese, i boschi, il mare e come nell'avida pupilla
vedono ancor la patria bella e come sempre vive immortale
il giardino in fiore, i boschi, i castagni,
lo splendido sole e il vento che abbraccia il mare.
Nelle due terre con dolce richiamo la campana suona,
suona pian piano, il tintinnio agita e consola e
giungedo infondo al cuore volare fa nell'aria i ricordi belli,
le processioni, i fuochi e il suono della banda.
La speranza è l'ultima a morire...di ritornar vi è ancora il desiderio
ed anche se gli anni son passati splende ancor nel cuore il tricolore
e frementi fissando l'orizzonte levan un canto...un inno d'amore che vola al vento.
ci porti come un sogno in storie vere
in vite autentiche di italiani che vivono lontano
in Argentina e in Venezuela, che di anni e
di pensieri gravati sono per le alterne sorti,
di gente umile, laboriosa, attenta e stanca
con la loro anima colorita ogni giorno più fiorita
di gioie, dolori, compassione e solidarietà,
di volti, di dolci fantasmi del passato, di parole
e tanti frammenti di ricordi, di una nave ferma nel porto
e con un gran desiderio di librare un volo.
Avanzi tu, da autentico italiano, tra cittadini e applausi,
illuminando le menti e aprendo i cuori
trasmettendo messaggi di persone vere,
luoghi, situazioni e gli infiniti affanni
che scintillano di emozioni e sogni.
Con ansia nel cuore e a volte con tormento narri
le strade, le chiese, i boschi, il mare e come nell'avida pupilla
vedono ancor la patria bella e come sempre vive immortale
il giardino in fiore, i boschi, i castagni,
lo splendido sole e il vento che abbraccia il mare.
Nelle due terre con dolce richiamo la campana suona,
suona pian piano, il tintinnio agita e consola e
giungedo infondo al cuore volare fa nell'aria i ricordi belli,
le processioni, i fuochi e il suono della banda.
La speranza è l'ultima a morire...di ritornar vi è ancora il desiderio
ed anche se gli anni son passati splende ancor nel cuore il tricolore
e frementi fissando l'orizzonte levan un canto...un inno d'amore che vola al vento.
116 - Il cappotto
Il vecchio cappotto,
logoro come la tua solitudine,
t'accompagna nel freddo
di Pietroburgo.
Nessun rispetto:
la copiatura fine, il basso lavoro.
E scrivi lettere
sul tuo letto angusto.
Arriva il cambiamento.
Ecco il paltò nuovo del mago-sarto!
E tu, piccolo attore, di una vita non tua
balli con l'amante di qualcun altro.
Ma tu rimani tale.
Derubato della tua apparenza
muori, ed essenza-fantasma
vendichi l'ingiustizia.
E lanci manciate
di parole, paiono coriandoli...
che poi cadono a posto
come tessere di mosaico!
logoro come la tua solitudine,
t'accompagna nel freddo
di Pietroburgo.
Nessun rispetto:
la copiatura fine, il basso lavoro.
E scrivi lettere
sul tuo letto angusto.
Arriva il cambiamento.
Ecco il paltò nuovo del mago-sarto!
E tu, piccolo attore, di una vita non tua
balli con l'amante di qualcun altro.
Ma tu rimani tale.
Derubato della tua apparenza
muori, ed essenza-fantasma
vendichi l'ingiustizia.
E lanci manciate
di parole, paiono coriandoli...
che poi cadono a posto
come tessere di mosaico!
115 - Film muto
Sulla scena stanno,
senza parole
piccoli attori che si muovono
veloci.
Poi,
pause silenziose.
I loro cuori di labbra,
immobili e muti,
coronano visi
pallidi come la Luna.
Nello sguardo
tutto si pone,
e giunge l'eco di una posa.
Ciglia lunghe, piume, mani
mosse a più non posso
nello struggimento
di un non amore.
E nella fine,
che pare non avere
tempo,
si leva l'unico rumore
di visione:
un pianoforte
suona note profonde
di mare.
senza parole
piccoli attori che si muovono
veloci.
Poi,
pause silenziose.
I loro cuori di labbra,
immobili e muti,
coronano visi
pallidi come la Luna.
Nello sguardo
tutto si pone,
e giunge l'eco di una posa.
Ciglia lunghe, piume, mani
mosse a più non posso
nello struggimento
di un non amore.
E nella fine,
che pare non avere
tempo,
si leva l'unico rumore
di visione:
un pianoforte
suona note profonde
di mare.
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